Autismo, ADHD, disturbi d’ansia: come riconoscere i segnali del neurosviluppo alterato

Operatore che aiuta una persona a muovere una gamba, contatto fisico e supporto durante una seduta di fisioterapia.

Disturbi del neurosviluppo: un fenomeno in costante crescita

Numerosi ricercatori hanno riferito che l’incidenza dei disturbi dello spettro autistico e delle disabilità dello sviluppo neurocomportamentale è in aumento (Case-Smith e Miller, 1999; Fombonne et al., 1999; Chakrabarti e Fombonne, 2001).

È stato anche riportato che i bambini di oggi, in generale, sembrano avere una capacità di attenzione più breve rispetto a 10 anni fa. Sembra che questi problemi stiano diventando epidemici.

Anche gli adulti mostrano segnali simili

Abbiamo anche notato, sia clinicamente che come riportato in letteratura, un numero crescente di pazienti adulti con diagnosi di ADD/ADHD.
Esiste una somiglianza nei sintomi neurologici tra pazienti adulti e bambini diagnosticati come ADD/ADHD.

Una realtà che coinvolge sempre più famiglie

I disturbi dello spettro autistico, nonché altre difficoltà come i DSA, stanno crescendo a un ritmo sbalorditivo, così come la depressione maggiore, il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e i disturbi d’ansia.
Forse bisognerebbe considerare una completa revisione del modo in cui la salute mentale nei bambini viene gestita da medici, psicologi e insegnanti, per meglio riconoscere e comprendere questi disturbi.

Autismo: da condizione rara a diffusione globale

Secondo quanto riferiscono gli studi, i tassi di autismo classico e sindrome di Asperger sono in aumento in tutto il mondo, il che è certamente motivo di allarme e di mobilitazione urgente della ricerca.
L’autismo, una volta considerato un disturbo raro (1 caso su 10.000 nascite), oggi è più comune, forse 20 volte più diffuso.
Solo negli Stati Uniti i bambini colpiti potrebbero essere oltre 15 milioni.

I limiti delle risposte terapeutiche attuali

Attualmente non esiste una metodologia completa di trattamento in grado di migliorare efficacemente l’ampia gamma di sintomi caratteristici dei bambini dello spettro.

Il trattamento farmacologico non è una panacea, né lo sono gli approcci educativi o psicologici.
Alcuni genitori scelgono di non utilizzare farmaci, temendo giustamente gli effetti a lungo termine; per altri, il farmaco non funziona bene o affatto.

Mentre molti genitori ritengono che la terapia psicologica sia utile, altri riferiscono che gli interventi comportamentali non hanno dato i risultati sperati.
Tutti sentono che dovrebbe esistere un’alternativa.

Il vissuto dei genitori: dubbi, colpa e solitudine

La maggior parte dei genitori di bambini con disturbi neurocomportamentali dello sviluppo non ha una comprensione chiara della natura della disfunzione dei propri figli.
Non comprendono cosa ci sia di “sbagliato” e spesso si incolpano, si sentono inadeguati, si percepiscono come “cattivi genitori”.

Conclusione

Human Archetype si impegna ad approfondire queste tematiche con un approccio neurofunzionale che valorizzi la complessità dello sviluppo e il ruolo attivo della famiglia nel percorso di comprensione e supporto.